Giglio

Il giglio lo si trova nelle aree geografiche dell’Europa, in Italia, in Giappone, in India, nelle Filippine, in Sud America, in Canada e negli Stati Uniti. L’habitat naturale del giglio sono i paesaggi boscosi, montuosi, i prati e preferisce terreni acidi e senza calce. Alcune specie di questo fiore possono vivere anche nelle paludi.

Caratteristiche del giglio

Il Giglio, nome scientifico Lilium, si caratterizza per una vastità di esemplari, generalmente di altezza che va dagli 80 centimetri ai 2 metri. Questa pianta è dotata di bulbo alla cui base si sviluppano le radici; in molte specie sono radicati in profondità e ad ogni anno il nuovo gambo emerge dal terreno sviluppando nuove radici sopra il bulbo che si aggiungono a quelle già esistenti. Questa pianta si estende su di un fusto eretto da dove partono le foglie che sono laminate e parallele di un bel colore verde, la maggior parte di queste piante hanno foglie che cadono mentre altre hanno delle rosette di foglie basali che durano anche durante il periodo invernale, quando la pianta entra in riposo vegetativo. Dallo stelo si sviluppano e si ergono grandi fiori molto profumati che sono formati da sei tepali (insieme di sepali e petali) e sono di vari colori: bianco, giallo, arancione, rosa, viola, blu a seconda della specie. I motivi e le tonalità di questi fiori sono caratterizzati da macchie, da pennellate di colore differente dalla base e da pizzi. I fiori di giglio possono essere di due forme, quelli ricci o quelli a forma di coppa, che sono più grandi e crescono su piante con steli più alti. In alcune specie di giglio il profumo è molto intenso e dolce, altre invece hanno una profumazione più lieve e di adattano molto bene agli ambienti chiusi, proprio per questo alcuni gigli vengono utilizzati anche in profumeria. Di questa pianta si contano circa 80 specie diverse, sia naturali che ibride.

Come coltivare il giglio?

Questa pianta la si può coltivare bene sia in giardino che in casa senza nessun problema, basta avere dei piccoli accorgimenti.
Coltivazione in giardino: prima di interrare la pianta è meglio vangare il terreno in modo tale da distribuire al meglio le sostanze nutritive nel terreno, fertilizzare con un fertilizzante a lenta cessione per piante con fiore. Il bulbo deve essere piantato in piena terra, se la pianta ha le radici dovrà essere interrata a 20-25 centimetri, se non ha radici dovrà essere interrata a 10-15 centimetri, il bulbo deve essere piantato in un periodo che va tra settembre fino a maggio. Fondamentale per far crescere al meglio la pianta è scegliere un luogo riparato dal vento, una zona dove il terreno sia ben drenante e che non trattenga l’acqua piovana (per evitare il ristagno). Se invece il terreno in giardino è argilloso o sabbioso bisogna sicuramente intervenire aggiungendo un terriccio organico e ghiaia fine. È molto importante anche l’esposizione al sole, infatti l’area deve essere soleggiata per almeno 6 ore al giorno. Il giglio coltivato in giardino fiorisce dal mese di maggio fino ad ottobre. Con queste semplici cure potrete avere un giardino fiorito e molto elegante.
Coltivazione in vaso: Prima di tutto prepara il vaso con del terriccio ideale per far crescere al meglio la pianta, quindi ⅓ di terra franca vegetale, ⅓ di terriccio da piantagione e ⅓ di composto caratterizzato da metà sabbia grossolana e metà terra di brughiera. Sul fondo del vaso predisporre un letto di ghiaia e di cocci oppure di argilla espansa (creare uno spessore di 5-7 centimetri), per poter favorire il drenaggio. Il bulbo deve essere inserito a circa 10 centimetri di profondità nel vaso, se invece utilizzi i semi, essi devono essere posti a 1,5 centimetri di profondità e a 2,5 centimetri circa l’uno dall’altro. Dopo di che tieni sempre la terra leggermente umida e metti il vaso al sole oppure se tenuto in casa assicurati che alla pianta arrivi la luce diretta del sole per almeno un terzo della giornata. Ricorda di tenere il terriccio sempre umido evitando il ristagno d’acqua che potrebbe far marcire le radici.

Moltiplicazione del giglio

Il giglio si presta maggiormente, più di altri fiori , alla moltiplicazione tramite bulbo o semi.
Moltiplicazione per bulbi: il bulbo è di colore verde o nero e viene raccolto appena prima che cada, alcune settimane dopo la fioritura della pianta (il bulbo cresce sul fusto all’ascella della foglia). Prima di tutto bisogna formare uno strato drenante sul fondo del vaso, quindi riempirlo con terriccio per semina e con un bastoncino fare alcuni fori di circa 2 centimetri di profondità, distanti tra loro circa 3 centimetri, dunque inserire i bulbi e ricoprirli con il terriccio. Colloca il vaso (o i vasi) in un luogo freddo e nell’autunno successivo pianta all’aperto le nuove piante nate da questi bulbi.
Moltiplicazione per seme: colloca i semi in vaso a circa 2,5 centimetri l’uno dall’altro e a circa 1,5 centimetri di profondità, dopo di che mettili in vasi in un luogo freddo con temperatura dai 10 ai 13°C, il terriccio deve essere umido. I semi di questa pianta si dividono in due gruppi: quelli epigei e quelli ipogei. I primi germinano rapidamente producendo delle foglie apicali in poche settimane, prima che il bulbo si sia formato. Le seconde, Ipogei, producono prima il bulbo delle foglie il che significa che le foglie si svilupperanno mesi dopo. Subito dopo la comparsa della seconda foglia di specie epigee trapianta in vaso ad una profondità di circa 7-8 centimetri e a distanza di circa 3 centimetri. Se invece i semi sono ipogei trapianta singolarmente la pianta nata in vasi da 7-8 centimetri di diametro. A primavera sono pronti per poter essere anche piantati in giardino, ad una profondità di circa 1 centimetro e a distanza tra loro di circa 30 centimetri.

Annaffiatura e concimazione del giglio

Durante il periodo di fioritura il giglio va annaffiato molto frequentemente e con molta acqua lasciando asciugare il terreno tra un annaffiatura e l’altra, successivamente (dal mese di giugno circa) inizia a diradare le annaffiature fino a sospenderle del tutto nel periodo che va da luglio a settembre, assicurandoti sempre che il terreno sia comunque umido. È preferibile annaffiare il giglio nelle prime ore del mattino ricordandosi di stare molto attenti a non creare ristagni d’acqua, dannosissimi per la pianta e le sue radici. Con questi piccoli e semplici accorgimenti avrai una fioritura fantastica. Il giglio deve essere concimato soprattutto durante la fase di ripresa vegetativa con concime per piante liliacee, ed è preferibile concimare con un composto granulare a lento rilascio, mescolandolo al terriccio una volta l’anno.

Curiosità e proprietá del giglio

Il giglio è molto utilizzato per le sue proprietà medicinali, infatti diverse parti di questa pianta e del fiore, compreso il rizoma o bulbo, vengono utilizzate per tisane o impacchi per curare piaghe e scottature. È rappresentato, soprattutto in Italia, in stemmi araldici e comunali; famoso è quello di Firenze, anche se forse non tutti sanno non si tratta di un vero e proprio giglio ma di un Iris. Il giglio bianco viene utilizzato per fare delle creme lenitive e per differenti trattamenti di bellezza, gli estratti di giglio sono usati per rinfrescare e idratare la cute. Nell’iconografia Sacra Cristiana il giglio è simbolo di purezza e di castità ed è associato alla Madonna, all’Arcangelo Gabriele e a Sant’Antonio da Padova. Se hai un gatto in casa, fai molta attenzione perchè il giglio è molto velenoso se viene ingerito da questo animale.

Significato dei colori del giglio

Come detto ci sono gigli bianchi, blu, rossi e di moltissimi altri colori. scopriamone insieme il significato:

  • Significato dei gigli bianchi: il bianco è simbolo per eccellenza della Vergine Maria, è anche associato alla bontà, alla purezza; nei bouquet delle spose questo giglio rappresenta la purezza, la castità, l’amore, la fedeltà ma anche un nuovo inizio;
  • Significato dei gigli blu: significa fiducia, tenerezza e fedeltà, incarna l’amore durevole, la fiducia tra innamorati e la forza dell’affetto. Servono anche per comunicare che ci sono buone notizie;
  • Significato dei gigli viola: i gigli viola vogliono far capire alle persone che le ricevono che chi le dona vuole sedurla o provano una grande attrazione. Incarnano anche il senso di giustizia, di pace e controllo;
  • Significato dei gigli gialli: significano l’inizio di un nuovo progetto, vitalità, gioia e felicità per un cambiamento. Per una coppia il giglio giallo significa il piacere di stare insieme, lealtà e onore. Rappresentano anche un’ardente passione giovanile.
  • Significato dei gigli rossi: questi gigli si utilizzano per dichiarare un amore molto intenso e passionale, è un fiore perfetto per molti amanti.

Specie di giglio

Come abbiamo detto esistono vari tipi di giglio, qui di seguito puoi vedere i nomi e le immagini di alcune tra le più interessanti.

Lycoris Radiata

Viene chiamato anche giglio del ragno rosso, giglio magico rosso, fiore dell'equinozio, giglio uragano, giglio della resurrezione. Questo fiore è originario della Cina, della Corea e del Nepal, successivamente è stato introdotto in Giappone e negli Stati Uniti. Ama i terreni sabbiosi con un po’ di argilla, ben drenanti e deve crescere in pieno sole. Se piantati in terra piena bisogna farlo in primavera. In questa pianta le foglie si sviluppano dopo la fioritura, ed ha un ciclo vegetativo che parte con l’emissione degli steli, alti dai 30 ai 70 centimetri, a fine estate o inizio autunno. Su questi steli si svilupperanno dei fiori dal colore rosso acceso e quando fioriscono sono riuniti in un’infiorescenza ad ombrello. Gli stami e il pistillo sono molto lunghi, molto più dei petali, e sono ricurvi. Dopo la fioritura si sviluppano le foglie che sono di colore verde, piuttosto strette (0,5-2 centimetri) e lunghe dai 30 ai 40 centimetri, leggermente ricurve. In Giappone questo fiore segna l’inizio dell’autunno e molti buddisti lo piantano sulle tombe dei parenti come tributo ai morti. Visto che questi fiori crescono e fioriscono lungo la strada vicino ai cimiteri, nelle traduzioni cinesi e giapponesi del Sutra del Loto vengono descritti come infestanti che crescono all’inferno e guidano i morti verso la prossima reincarnazione. Alcune leggende narrano che se si saluta una persona pensando che non la si potrebbe più vedere, questi fiori cresceranno lungo il sentiero, e si crede che proprio per questo i giapponesi utilizzino spesso questo fiore per i funerali.

Giglio Martagone

Questo giglio ha origini in Europa ed anche in Italia sulle Alpi, sull’Appennino settentrionale e centrale, in Asia e in Nord America, Il suo habitat naturale si trova nelle radure di latifoglie, nelle brughiere di altitudine, nei terreni umidi e ricchi di elementi nutritivi, calcarei o con un pH neutro. Possiamo trovarli ad un altitudine che varia dai 300 ai 1800 metri sul livello del mare. Il suo nome scientifico è Lilium Martagon e si tratta di una pianta a fusto eretto che può essere alta dai 30 ai 120 centimetri, le sue foglie sono lunghe e a forma di spatola, bulbose, con terminazione a punta. Sono lunghe circa 15 centimetri e si distribuiscono lungo tutto il fusto, nella parte inferiore le foglie sono rade, quelle a metà del fusto sono raggruppate mentre quelle all’apice dello stelo, vicino ai fiori sono più piccole. I fiori di questa pianta sono riuniti in una infiorescenza a grappolo d’uva e composto dai 3 ai 20 fiori. Il colore di questi fiori può variare dal rosso intenso al rosa pallido o color porpora. Il peduncolo del fiore è incurvato verso il basso ed i petali sono 6, sono screziati in toni più scuri, si incurvano all’indietro fino a toccare quasi lo stelo e a mettere in evidenza i 6 stami. Il colore classico di questo fiore è il rosa con puntature di color porpora e gli stami pendenti hanno un colore rosso intenso. Il seme di questa pianta è a capsula con tre lobi contenente tantissimi semi, maturano tra settembre e ottobre. La fioritura di questa pianta avviene in estate tra i mesi di giugno ed agosto. Della stessa famiglia fanno parte il Lilium Davidii di colore arancione con puntellature rossastre e stami rossi, il Lilium Pardalinum di colore arancione-rosso con punteggiature marroni, il Lilium Tigrinum di colore arancione punteggiato di nero, il Lilium Hansonii che ha un colore giallo-arancio punteggiato di bruno-violaceo, il Lilium Tenuifolium di colore rosso senza punteggiature e con gli stami color bruno, il Lilium Leichtlinii di colore giallo splendente e molto acceso punteggiato di marrone (sembrano puntini di cioccolato).

Giglio Rosso

Viene chiamato anche giglio di San Giovanni e il suo nome scientifico è Lilium Bulbiferum. Le origini di questo giglio sono in Europa, in Italia, in Asia e America settentrionale. l’habitat naturale di questa pianta lo si trova nei paesaggi montani tra i 500 e i 1900 metri di altitudine, in terreni calcarei e ben drenati, alle pendici dei dirupi, ma le zone in cui cresce devono essere assolate e calde. Lo stelo di questa pianta ha un’altezza compresa tra i 30 e gli 80 centimetri. Il bulbo di questa pianta è molto piccolo paragonato ad altri infatti misura 1,5 centimetri ed è a sezione triangolare con squame appuntite e per poter sopravvivere al freddo lo si trova, in natura, ad una profondità di circa 10-15 centimetri nel terreno. Dal bulbo oltre allo stelo nascono e crescono anche le foglie, che lungo lo stelo si diramano in modo sparso alternativamente. La loro forma è appuntita e ha nervature molto evidenti, il colore è verde cupo e le dimensioni si riducono man mano che salgono sullo stelo, infatti quelle all’estremità superiore sono più piccole, e vicino a dove nasce il fiore si sviluppa un piccolo bulbo di colore nero o verde. Il fiore è di un bel colore arancione, che varia da toni molto chiari a toni più accesi ed è punteggiato di nero; la pianta può produrre un solo fiore ed arrivare a produrne un massimo di cinque. Il fiore ha tre tepali esterni che sono acuminati in alto per poi assumere una forma rotonda, tre tepali interni a spatola, ha sei stami e le antere sono grigie con il peduncolo color arancione e lo stimma violetto. Il frutto di questo fiore è una capsula ovale che contiene più semi e che matura ad agosto o a settembre. Della stessa famiglia fa parte anche il Lilium Davuricum (Lilium Pensylvanicum) di colore giallo-arancio punteggiato di rosso con il peduncolo giallo-arancione e lo stimma bruno-arancione.

Giglio di Pasqua

Il nome scientifico di questo esemplare è Lilium Longiflorum Questo fiore è originario del Giappone, ama il pieno sole e un terreno ben drenante. Questo giglio è formato da un bulbo dal quale nasce uno stelo robusto sul quale si sviluppano le foglie che sono lunghe circa 7 centimetri, strette e appuntite. La pianta può sviluppare anche 12-15 fiori, ogni fiore è di forma tubolare ed è lungo tra i 7 e 17 centimetri con petali sovrapposti a formare una forma di tromba con le estremità rivolte verso l’esterno. I fiori sono di colore bianco e molto profumati, la fioritura avviene tra aprile e giugno. Per avere una crescita ottimale di questa pianta bisogna mantenere il terreno umido tutto l’anno, evitando che si asciughi ma facendo attenzione che non si formi un ristagno d’acqua. Il giglio pasquale è molto legato al Cristianesimo, perché legato alla risurrezione di Cristo; tradizionalmente i gigli bianchi adornano gli altari il giorno di Pasqua. Nel significato dei fiori il giglio bianco è spesso legato alla maternità, quindi regalarlo alla proprio madre significa quanto la si apprezzi. Secondo la mitologia greca questi fiori sono nati dal latte materno caduto a terra di Era, la dea delle donne e del matrimonio.

Giglio Reale

Il nome scientifico di questo tipo di giglio è Lilium Regale, è originario della Cina sud occidentale, e vive in qualsiasi tipo di terreno purché ben drenante. La pianta cresce fino a 2 metri d’altezza, dalle radici nasce lo stelo che supporta le foglie a intervalli regolari, di un bel colore verde ed i fiori, che hanno la forma d’imbuto o di tromba, sono di colore bianco con gola gialla, e l’esterno è striato color porpora. Gli stami di questo fiore sono prominenti e il profumo è fragrante. La fioritura di questo giglio è famosa per i suoi straordinari colori rosa/lavanda sul lato opposto di ogni petalo e la luminosa gola che sembra quasi dorata; il periodo di fioritura va dal giugno a luglio. Questo giglio è stato scoperto nel 1903 da Ernest Henry Wilson che lo scoprì nella parte occidentale della Cina. Questo giglio è il più facile da coltivare, rispetto ad altre specie di giglio e può essere coltivato sia in piena terra che in vasi di grandi dimensioni. Spesso vengono coltivate dal seme e fioriscono circa 2 anni dopo. Soffre molto il freddo quindi stare molto attenti alle gelate invernali.

Giglio della Madonna

Il suo nome scientifico è Lilium Candidum e viene chiamato comunemente Giglio della Madonna. Questo giglio è originario delle aree del Mediterraneo orientale, della penisola Balcanica, dell’Europa del sud, dell’Asia Minore, del Medio Oriente e dell’Afghanistan. É una pianta perenne con bulbo, dal quale si sviluppano fiori e foglie lineari, lunghe fino a 20 centimetri e l’altezza di questa pianta può arrivare fino ad 1,20 metri. Nel periodo estivo sul gambo fioriscono dai 5 ai 10 fiori color bianco candido che sono lunghi 8-10 centimetri e si ripiegano in senso contrario rispetto a quello normale. Il nome giglio della Madonna deriva dal fatto che nella religione cristiana divenne il simbolo della purezza della Vergine Maria e durante il Medioevo negli orti e nei giardini veniva coltivato in suo onore. Non è difficile trovarlo anche nei dipinti di secoli fa, che rappresentano l’Annunciazione. In erboristeria il fiore e parti della pianta vengono utilizzati per scopi diuretici e per fare rimedi per purificare e proteggere la pelle.