Hepatica Nobilis

Si tratta di una pianta erbacea perenne, alta dai 5 ai 15 centimetri, con un rizoma brunastro da cui si sviluppano le foglie. E' conosciuta con i nomi comuni di erba trinità, fegatello, trifoglio epatico, erba stella. Appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae. Nasce allo stato spontaneo nelle foreste temperate dell'Asia e dell'Europa ed è l'unica specie di Hepatica che fa parte della flora spontanea italiana. Questi fiori di montagna sono a forma di stella (non a caso il nome comune della pianta è erba stella) di colore viola, blu, rosa o bianco.

Indice dei contenuti

  1. Caratteristiche della Hepatica Nobilis
  2. Habitat naturale dell'Hepatica
  3. Uso e propietà dell'Hepatica Nobilis
  4. Morfologia dell'Hepatica Nobilis
  5. Coltivazione e cura dell'Hepatica

Caratteristiche della Hepatica Nobilis

Periodo di fioritura: la fioritura è abbastanza breve (i singoli fiori restano aperti al massimo una decina di giorni) e avviene tra febbraio e maggio, a seconda delle temperature e della quota altimetrica in cui cresce. In generale si può vedere nei boschi ad inizio primavera insieme a ellebori selvatici, primule e viole. Il nome generico Hepatica è in realtà un riferimento al fegato. La forma delle foglie ricorda infatti quest'organo. In passato si pensava che la pianta potesse curare le malattie del fegato, ma ciò non ha avuto alcun riscontro in campo scientifico. Oggi l’uso medicinale di questa pianta velenosa è totalmente abbandonato. In italia sono nati differenti nomi dialettali di questa pianta: Erba fegadèla (Veneto), Stele blu (Carnia), Piadazna (Emilia), Trifogghiu maculatu (Sicilia). L’impollinazione avviene pricipalmente grazie agli insetti, mentre per la dispersione dei semi le formiche hanno un ruolo fondamentale, realizzano questa funzione arrampicandosi sulla pianta, mentre sono alla ricerca dell’eleosoma (appendice ricca di sostanze nutritizie). Alcuni tipi di Hepatica sono: Hepatica Transsilvanica, Hepatica Acutiloba, Hepatica Henryi, Hepatica Rubra Plena.

Un po’ di storia: Nell'antica Grecia era dedicata a Zeus, simboleggiava il fuoco e l’amore. Il nome di erba trinità invece deriva da quello medioevale della pianta, herba trinitas: infatti, nelle antiche chiese di Europa, le foglie a tre lobi di questa specie venivano raffigurate in molti degli affreschi e in alcune sculture come simbolo della Santissima Trinità. E' l'esempio di una specie che nel passato ebbe molta fama in virtù di teorie abbastanza strane, secondo le quali ogni specie vegetale doveva avere tra le sue parti (foglie, fiori, radici, ecc.) un segno distintivo che ricordasse una parte del corpo umano e veniva poi usato a scopo terapeutico.

Habitat naturale dell'Hepatica

L'Hepatica nobilis è diffusa nelle regioni con un clima freddo e temperato-freddo. Cresce principalmente nei boschi di latifoglie (faggeti, querceti, ecc) e nelle radure, preferisce luoghi ombrosi. E' una pianta tipica del sottobosco, fiorisce in posizioni semiombreggiate ma l’esposizione ai primi tiepidi soli di primavera non è un problema, anzi ne induce il risveglio e la fioritura. E’ essenziale invece tenerla in posizione fresca e ombrosa in estate.

Esposizione: L'Hepatica nobilis predilige la collocazione in una zona semi-ombreggiata del giardino, in modo che i raggi diretti del sole possano raggiungerla solo nelle ore più fresche della giornata. Non teme il freddo intenso della stagione invernale, mentre tende a soffrire in presenza di temperature eccessivamente elevate infatti resiste ai geli, ma teme il caldo eccessivo e la siccità. Posizioni soleggiate in piena estate possono far seccare precocemente tutta la parte aerea della pianta, che però tenderà a produrre nuovi fiori in primavera.

Tipo di terreno: Ama i terreni ben drenati, freschi, umidi e ricchi di humus, preferibilmente neutri o calcarei, anche se tollera un certo grado di acidità. Piogge e ombra garantiscono il giusto grado di umidità.

Uso e propietà dell'Hepatica Nobilis

La pianta è tossica per la presenza di sostanze che, con l’essiccazione, perdono le loro proprietà benefiche. Deve essere dunque usata solo se disseccata, soprattutto le foglie. Attualmente, in omeopatia, viene usata la tintura di foglie fresche contro tracheiti e bronchiti. La Hepatica nobilis, le cui foglie richiamano la forma del nostro fegato, è stata in passato spesso utilizzata per le sue presunte proprietà disintossicanti sul fegato. Se ne preparavano infusi con le foglie e i fiori essiccati. Questo uso non ha però nessuna giustificazione reale: al contrario, a causa della presenza di saponine, la pianta è irritante per la pelle ed è tossica se viene ingerita.

Morfologia dell'Hepatica Nobilis

Fiori: i piccoli fiori blu-viola, a coppa, nascono singolarmente, all’apice di steli di colore bruno, lunghi dai 5 ai 10 cm. La corolla è formata da piccoli petali ovali, che formano un fiorellino di circa 3 cm, al cui interno spiccano delicatissimi stami biancastri su un bottone verde chiaro.
Colore: viola-blu, con tonalità più o meno chiare, quasi lilla sul rovescio dei petali ma anche bianco, violetto, rosato e, più raramente, rosso.
Profumo: I fiori hanno un profumo delicato che è molto leggero, ma inebriante.
Foglie: sono unicamente presenti alla base e sbucano dal terreno solo dopo la fioritura. Restano in genere verdi fino all’inverno successivo, per poi produrre nuovamente delle nuove foglioline in primavera. Sono formate da tre lobi e ogni lobo ha un colore verde scuro sul margine superiore e bruno-viola su quello inferiore. La loro consistenza è carnosa, presentano una sottilissima peluria sui margini.
Frutti/semi: il frutto è un achenio peloso, ma senza pappo, che contiene i piccolissimi semi.

Coltivazione e cura dell'Hepatica

Pur essendo una pianta che cresce allo stato spontaneo nel sottobosco o comunque in zone ombreggiate, ciò non significa che non possa essere coltivata in ambito domestico ed utilizzata nella decorazione di bordure, aiuole e giardini rocciosi, dove deve risiedere in posizione di mezz'ombra o comunque sotto la chioma di grandi alberi o ancora nel primo piano di aiuole a bordi misti dove tenderà ad occupare tutto lo spazio a sua disposizione . Può essere utilizzata per creare interessanti contrasti cromatici con altri fiori, oppure per formare bellissimi tappeti azzurri, uniformi, anche su terreno pressoché nudo. La coltivazione dell’Hepatica nobilis è abbastanza semplice, non richiede accorgimenti particolari e regala il meglio della sua bellezza in ogni stagione dell’anno. In autunno è consigliato coprire i cespi con dello strame fogliare e in primavera per rafforzare la fioritura puoi fertilizzare con del concime organico (tipo compost o letame). L’Hepatica chiude le sue corolle al tramonto e nelle giornate piovose, perciò raccomandiamo di fotografare questi magnifici fiori principalmente nelle giornate limpide. In alcune varietà più commerciali il viola viene sostituito dal bianco o dal rosa, e i petali possono anche raddoppiare.

Se nel corso della stagione più calda dell'anno il substrato deve essere mantenuto leggermente umido, in inverno la pianta si accontenta dell'acqua piovana, richiedendo l'intervento umano solo in presenza di prolungata siccità. Una volta piantata, raramente è necessaria un'ulteriore cura della pianta, specialmente se sono state fornite condizioni di crescita adeguate. Puoi dividere i ciuffi di piante che si moltiplicano dopo che le fioriture hanno cessato di propagarle. I semi Hepatica sono disponibili in vivai commerciali e online in molte varietà e colori. Piantare semi in estate per le fioriture della primavera successiva. Le piantagioni estive consentono alla pianta di stabilirsi prima dell'inizio dell'inverno e di immagazzinare i nutrienti per le fioriture dell'anno successivo. Si tratta di una pianta abbastanza facile da coltivare e qui di seguito puoi trovare altri consigli utili per curarla.

Concimazione: non sono necessarie specifiche concimazioni se il substrato è sufficientemente ricco di sostanza organica, ma nella fase di messa a dimora si può aggiungere dello stallatico maturo al terriccio di coltivazione.
Potatura: non è necessaria.
Trapianti: per moltiplicazione dei rizomi in autunno o alla fine dell'estate, ma non va troppo disturbata perché non ama i trapianti.
Malattie: è una pianta resistente a malattie e parassiti, ma per mantenere la pianta in salute è necessario ricreare condizioni di coltura il più possibile vicine a quelle originarie. Mostra segni di sofferenza in presenza di siccità prolungata e scarsa umidità.
Moltiplicazione: L'hepatica nobilis si propaga per divisione di rizomi in primavera o nel corso della stagione vegetativa.

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